Quali sono i trend di marketing del momento?

In un mercato in continua evoluzione è bene rimanere informati su quali siano le tendenze al giorno d’oggi, e quali quelle previste per il futuro. E questo soprattutto in un mondo così variegato e veloce come quello dei servizi marketing, dove ogni giorno una nuova strategia nasce, cresce e si sviluppa in direzioni diverse, con lo scopo di rappresentare nella maniera più efficace un’azienda o un brand. Ma quali sono i servizi che le aziende richiedono oggi dal punto di vista di marketing per rimanere competitive? E quali i trend del momento?

A queste domande risponde Superfluid Team, realtà innovativa che ha creato un nuovo modello di business per collaborare con le aziende aiutandole ad esprimere il proprio potenziale e portandole ai risultati grazie a progetti di marketing performanti realizzati ad hoc. Grazie ad anni di esperienza sul campo e a più di 50 aziende analizzate per identificare opportunità di crescita, Superfluid Team ha fotografato da vicino quali sono i servizi più richiesti dal mercato in questo 2023, tra nuovi media, investimenti online e offline e nuove competenze richieste.

Le aziende italiane si ritengono sempre più soddisfatte delle attività di marketing che riflettono il loro operato e stanno capendo che puntare sull’online rispetto all’offline può portare a un ottimo ritorno sull’investimento, anche se la quantificazione rimane un grande argomento di discussione. Non tutti i marketer ritengono infatti affidabili gli strumenti di misurazione dell’online e spesso fanno riferimento a più di uno per ottenere dei dati dimostrabili. I ritorni misurabili rappresentano l’elemento che più di tutti condiziona i marketer a prendere decisioni tattiche di investimento. Ciò non significa però che sia diminuito l’interesse nelle potenzialità che il digital può offrire.

Tra gli strumenti di online marketing più ricercati, spiccano sicuramente ancora SEM e SEO. La gestione dei canali di online marketing, in particolare Google Ads e Meta Ads, è sempre altamente richiesta per due motivi.

In primo luogo, la quota di budget marketing dedicata a questi canali è costantemente in crescita e fondamentale per le strategie dei brand. In secondo luogo, queste competenze sono in forte e continua evoluzione e i nuovi cambiamenti e le innovazioni apportate in media  ogni 2-3 anni comportano la necessità di una formazione e sperimentazione continua e il supporto da parte di professionisti specializzati e focalizzati solo su questo. Per quanto riguarda Google Ads ad esempio, nel corso degli ultimissimi anni con il lancio di Performance Max, è stato rivoluzionata la modalità con cui le campagne si creano e questo ha messo in grande difficoltà tutti i marketer, in quanto gli spazi per ottimizzare le performance sono risultati meno chiari. Quest’area di competenza quindi, relativa a quali dati usare, come integrarli, come utilizzarli, è diventata di grande importanza. Su Meta Ads, invece, il lancio di diverse automazioni ha apparentemente reso più difficile il controllo del budget e del testing di nuove variabili e in particolare delle audience da parte dei marketer. Infine, rimangono sfide sempre presenti che richiedono molta esperienza tecnica, come la minimizzazione della data loss, dovuta alla non accettazione dei cookies, i nuovi limiti di tracciamento di iOS o gli approcci più giusti per fare campagne marketing full-funnel. Insomma, un ambito del marketing in forte e continua espansione ed evoluzione. Motivo per cui gli addetti marketing necessitano di tempi, budget e competenze per sperimentare e formarsi continuamente.

“La gestione di questi canali, da parte di professionisti del marketing, offre alle aziende grandi opportunità. Per account medio-grandi, ad esempio, noi di Superfluid Team identifichiamo in media la possibilità di aumentare i risultati del +30%. Per account più piccoli, la media di miglioramento stimato spesso supera il +100%” – spiega Ivan Cogliati, CEO di Superfluid Team.

Se i media digitali possono restituire risultati tangibili e concreti su un determinato investimento, cosa succede quando si tratta dei media offline? Nelle grandi aziende ancora una buona parte del budget è allocato sui mezzi offline come TV e OOH, ma la percentuale di risorse economiche dedicate ad assicurare una gestione ottimale di questi mezzi è generalmente molto bassa.

“Nella maggior parte dei casi, non esistono paragoni per le competenze e i modelli usati per assicurarsi di spendere bene i soldi nell’offline rispetto a quanto impiegato sul digitale. Sui mezzi offline ancora troppe poche aziende lavorano sulle analisi di incrementalità sui punti ora della TV, o gestiscono il budget con modelli statistici adattivi attraverso un lavoro di Marketing Mix Modelling, o ancora incrociano dati per scoprire l’efficacia di questi canali in real time. Stimiamo che meno del 5% delle medie e grandi aziende sfrutti al meglio i dati e la tecnologia per ottimizzare gli investimenti in media offline. Un vero peccato, e potenziale danno alle risorse finanziarie aziendali, se si pensa che questi sono proprio gli investimenti più pesanti sia in termini monetari, sia in termini di misurazione, di ROI atteso e di volatilità dei risultati a seconda dell’efficacia della gestione.” precisa Cogliati.

Nel mondo dei Social Media, il contenuto originale e gli UGC stanno diventando un must, sempre più importanti per i creatori digitali e anche per i brand. Da qui è chiaro che i megatrend che continueranno a spopolare e che non possono più essere ignorati sono rappresentati dall’Influencer Marketing e in particolare da TikTok. Le aziende stanno riscontrando molta fatica a muoversi con velocità e autonomia nella creazione di contenuti TikTok che richiedono originalità, produzione video, tone of voice e format diversi. Da qui lo sforzo a costruirsi competenze, creare ecosistemi di collaborazione con creatori nativi e la nascita di numerosi servizi verticali di produzione. L’Influencer Marketing, invece, è una modalità di promozione che funziona e che continua a crescere. Già il 22%degli Italiani dichiara di aver acquistato prodotti in seguito ad averli visti promossi dagli influencer.

Pur riconoscendo il potere di questi mezzi però, bisogna tener conto dell’impegno necessario per sfruttarne appieno il potenziale: “Se un Responsabile Marketing non ha ancora costruito una propria competenza su questi temi, è molto costosa la curva di apprendimento necessaria per diventare competitivi con il mercato e vedere un ROI positivo. In primo luogo perché sono tematiche che richiedono spesso strumenti, metodologie e competenze ad hoc. In secondo luogo perché, identificata un’opportunità, è necessario un periodo di test & learn di svariati mesi che spesso scoraggia molte aziende. Le aziende che ci lavorano in modo strutturato, con analisti e specialisti, attraversano più velocemente il necessario periodo di test & learn e massimizzano la possibilità di un ROI positivo. Insomma, è vero che sono dei trend che non possono più essere ignorati, ma è anche vero che ottenere un buon rendimento in queste aree richiede molta esperienza e costanza.” – conferma Ivan Cogliati.

Sono molte oggi le aziende che utilizzano flussi automatici di email e newsletter editoriali di buona qualità e proprio per questo sentono forte la necessità di dotarsi di un sistema CRM che funzioni bene per centralizzare le diverse funzioni e che possa rispondere con prontezza alle esigenze del cliente.

Tra i sistemi di campagne marketing indirizzate ai consumatori, quello dell’SMS si è dimostrato come uno dei mezzi più inattesi per aumentare vendite, acquisire nuovi clienti e fidelizzare quelli vecchi. Il mondo digital e soprattutto l’avvento degli smartphone hanno infatti trasformato i vecchi SMS in uno degli strumenti di comunicazione più forti con un incredibile tasso di apertura. Tuttavia, ancora troppe poche realtà sfruttano le opportunità offerte dall’SMS Marketing, spesso attanagliate da strumenti non pronti e team legali timorosi. Secondo le esperienze di Superfluid Team – possono migliorare i risultati del CRM a partire da un buon +20% di vendite durante i periodi promozionali, proprio come il Q4 in arrivo fatto di Black Friday e Natale, fino ad arrivare a rappresentare il 35% delle vendite totali prodotte dal CRM.


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